Incentivi fotovoltaico 2026: la guida aggiornata
Gli incentivi per il fotovoltaico attivi nel 2026: detrazione fiscale, IVA agevolata, Ritiro Dedicato e comunità energetiche, con le fonti normative aggiornate.
Gli incentivi per il fotovoltaico attivi oggi in Italia sono, in sintesi: la detrazione fiscale del 50% (36% sugli immobili diversi dall'abitazione principale), l'IVA agevolata al 10%, la vendita dell'energia in eccesso tramite il Ritiro Dedicato del GSE e la tariffa incentivante per l'autoconsumo diffuso e le comunità energetiche rinnovabili. Lo Scambio sul Posto, invece, non è più accessibile per i nuovi impianti dal 26 settembre 2025: chi lo cerca ancora oggi, per un impianto nuovo, deve orientarsi su una di queste altre strade.
La detrazione fiscale per il 2026
L'installazione di un impianto fotovoltaico, e dei sistemi di accumulo funzionalmente collegati, rientra nella detrazione prevista dall'articolo 16-bis, comma 1, lettera h, del TUIR (il cosiddetto bonus ristrutturazioni). La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha confermato per il 2026 le stesse aliquote già in vigore nel 2025:
| Anno | Abitazione principale | Altri immobili |
|---|---|---|
| 2025 | 50% | 36% |
| 2026 | 50% | 36% |
| 2027 | 36% | 30% |
La detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo, a partire dalla dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui è stata sostenuta la spesa. Per usufruirne è richiesto, come per gli altri interventi di risparmio energetico compresi nel bonus ristrutturazioni (il cosiddetto Bonus Casa), l'invio della scheda descrittiva dell'intervento all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, tramite il portale dedicato.
L'IVA agevolata al 10%
La fornitura con posa in opera di un impianto fotovoltaico su un edificio a uso abitativo sconta l'IVA al 10%, invece dell'aliquota ordinaria del 22%, in base al numero 127-quinquies della Tabella A, Parte II, allegata al DPR 633/1972. È una previsione strutturale della disciplina IVA, non un'agevolazione a tempo: si applica quando fornitura e installazione sono oggetto dello stesso contratto con l'azienda installatrice, non quando si acquistano solo i componenti separatamente.
Ritiro Dedicato: la vendita dell'energia immessa in rete
L'energia prodotta e non autoconsumata può essere ceduta al GSE tramite il Ritiro Dedicato. Per il 2026 il prezzo minimo garantito per gli impianti fotovoltaici fino a 1 MW, aggiornato da ARERA sulla base della variazione dei prezzi al consumo, è di 47,5 euro per MWh (4,75 centesimi di euro al kWh), riconosciuto sui primi 1.500.000 kWh ritirati nell'anno per impianto. Se il prezzo di mercato zonale, calcolato ora per ora, risulta più favorevole, il GSE riconosce quest'ultimo a conguaglio: il prezzo minimo garantito funziona quindi come una soglia di tutela, non come tariffa fissa.
Autoconsumo diffuso e comunità energetiche rinnovabili
Chi condivide l'energia prodotta con altri utenti collegati alla stessa cabina primaria, in una configurazione di autoconsumo a distanza o in una comunità energetica rinnovabile (CER), può accedere alla tariffa incentivante prevista dal Decreto CACER (decreto MASE 7 dicembre 2023, n. 414). La tariffa è composta da una parte fissa, che varia in base alla potenza dell'impianto (80 euro/MWh fino a 200 kW, 70 euro/MWh tra 200 e 600 kW, 60 euro/MWh oltre 600 kW, con una maggiorazione per gli impianti fotovoltaici del Centro e del Nord Italia), e da una parte variabile fino a 40 euro/MWh legata al prezzo di mercato dell'energia. L'incentivo dura 20 anni e si somma al valore economico dell'energia condivisa. Il contingente di potenza incentivabile è fissato in 5 GW complessivi fino al 31 dicembre 2027; dal 2026 il GSE ha attivato un portale semplificato (SPC) per presentare le domande.
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Richiedi un preventivo gratuitoPerché lo Scambio sul Posto non è più un'opzione per i nuovi impianti
Lo Scambio sul Posto, il meccanismo che compensava l'energia immessa e quella prelevata in bolletta, è stato chiuso alle nuove richieste: l'ultimo accesso è stato riservato agli impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025, con domanda al GSE entro il 26 settembre 2025. Chi ha già una convenzione attiva la mantiene fino alla scadenza naturale; superati i 15 anni dalla stipula, il passaggio al regime di Ritiro Dedicato diventa automatico. Per un impianto installato oggi, quindi, le uniche strade per valorizzare l'energia immessa in rete sono il Ritiro Dedicato o una configurazione di autoconsumo diffuso.
Come si combinano gli incentivi tra loro
Per la maggior parte delle famiglie che installano oggi un impianto residenziale, gli incentivi si sommano così: l'IVA al 10% riduce il costo dell'impianto già in fattura, la detrazione fiscale restituisce nel tempo, tramite la dichiarazione dei redditi, una parte della spesa sostenuta, e il Ritiro Dedicato (o, in alternativa, una configurazione di autoconsumo diffuso) valorizza l'energia prodotta e non autoconsumata. IVA agevolata e detrazione fiscale sono cumulabili tra loro sulla stessa spesa; il Ritiro Dedicato e la tariffa incentivante delle configurazioni di autoconsumo diffuso, invece, si escludono a vicenda sulla stessa quota di energia, perché riguardano due modi alternativi di valorizzare l'energia immessa in rete: o si vende al GSE tramite il Ritiro Dedicato, o la si condivide in una configurazione incentivata.
Le prossime scadenze da tenere d'occhio
Alcune date sono già fissate dalla normativa vigente e vale la pena conoscerle prima di decidere quando installare. Le aliquote di detrazione al 50% e al 36% restano confermate per tutto il 2026, ma dal 2027 sono destinate a scendere rispettivamente al 36% e al 30%, salvo ulteriori modifiche nelle prossime leggi di bilancio: chi sta valutando i lavori ha quindi un motivo in più per non rimandare oltre la fine dell'anno. Il contingente di potenza incentivabile per le configurazioni di autoconsumo diffuso e le comunità energetiche, pari a 5 GW, resta invece aperto fino al 31 dicembre 2027, salvo esaurimento anticipato del contingente stesso. L'IVA al 10% non ha, a oggi, una scadenza annunciata: è una previsione strutturale della disciplina IVA, non un bonus a termine.
Cosa verificare nel preventivo, in ottica di incentivi
- se il prezzo indicato include già l'IVA al 10% o è calcolato al 22%;
- se l'azienda gestisce direttamente la pratica con il GSE (Modello Unico) e l'attivazione della convenzione per la vendita dell'energia;
- se è prevista, e da chi viene curata, la comunicazione ENEA entro 90 giorni;
- su quale importo viene calcolata la detrazione fiscale, e se la fattura distingue le voci rilevanti ai fini della detrazione;
- se è stata valutata, oltre al Ritiro Dedicato, anche l'adesione a una comunità energetica rinnovabile eventualmente già attiva nella propria zona.
Le regole di incentivazione possono cambiare con le prossime leggi di bilancio: prima di firmare un contratto vale sempre la pena verificare la normativa vigente al momento dei lavori. Per un quadro dei prezzi degli impianti e delle batterie di accumulo, si vedano le guide sui costi di un impianto fotovoltaico e sulle batterie di accumulo; per i criteri con cui valutare un'azienda installatrice, la guida su come scegliere un installatore fotovoltaico. Contenuto aggiornato al 27 settembre 2026: verificare sempre la normativa in vigore al momento dei lavori.
Domande frequenti
Lo scambio sul posto esiste ancora nel 2026?
Per i nuovi impianti no: è stato chiuso alle nuove richieste, con ultimo accesso riservato agli impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025 e domanda al GSE entro il 26 settembre 2025. Chi ha già una convenzione attiva la mantiene fino alla scadenza.
Quanto vale la detrazione fiscale per il fotovoltaico nel 2026?
Il 50% della spesa per chi installa sull'abitazione principale, il 36% negli altri casi, recuperabile in dieci quote annuali. Sono le stesse aliquote del 2025, confermate dalla legge di bilancio 2026.
L'IVA sul fotovoltaico è sempre al 10%?
Sì, quando l'impianto è fornito con posa in opera su un edificio a uso abitativo: è una previsione strutturale del DPR 633/1972, non un'agevolazione a scadenza.
Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili (CER)?
Configurazioni in cui più utenti collegati alla stessa cabina primaria condividono l'energia rinnovabile prodotta, ricevendo in cambio una tariffa incentivante per vent'anni, disciplinata dal Decreto CACER, oltre al valore economico dell'energia condivisa.
Quanto paga il GSE per l'energia immessa in rete nel 2026?
Con il Ritiro Dedicato, il prezzo minimo garantito per il 2026 è di 4,75 centesimi di euro al kWh sui primi 1.500.000 kWh ritirati nell'anno; se il prezzo di mercato zonale è più alto, il GSE riconosce quest'ultimo.
Serve la comunicazione ENEA per il fotovoltaico?
Sì, per usufruire della detrazione fiscale è richiesto l'invio della scheda descrittiva dell'intervento all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, come per gli altri interventi di risparmio energetico del bonus ristrutturazioni.
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