Installatore fotovoltaico: come sceglierlo

27 settembre 2026
Installatore fotovoltaico: come sceglierlo

Cosa verificare prima di firmare con un installatore fotovoltaico: requisiti di legge, sopralluogo, contenuto del preventivo, pratiche e garanzie.

Scegliere un installatore fotovoltaico affidabile significa verificare tre cose prima ancora del prezzo: che l'azienda abbia i requisiti di legge per eseguire l'impianto, che il sopralluogo sia stato fatto sul serio, e che il preventivo scritto indichi con precisione cosa viene installato e quali pratiche sono comprese. Un prezzo basso senza queste tre condizioni, nella maggior parte dei casi, costa di più nel tempo.

I requisiti di legge dell'installatore

In Italia l'installazione di un impianto fotovoltaico rientra tra gli impianti elettrici disciplinati dal DM 37/2008: l'impresa deve essere abilitata ai sensi della lettera a) dell'articolo 1, che riguarda gli impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell'energia elettrica. A questo si aggiunge un requisito specifico per le fonti rinnovabili: il responsabile tecnico dell'impresa deve avere la qualificazione prevista dall'articolo 15 del D.Lgs. 28/2011 (la cosiddetta abilitazione FER), rilasciata al termine di un corso di formazione riconosciuto e aggiornata periodicamente con un corso di aggiornamento. Dal 1° gennaio 2022 questa qualificazione viene riportata direttamente nel registro delle imprese tenuto dalla Camera di Commercio: è quindi verificabile chiedendo una visura camerale dell'azienda.

Il sopralluogo: cosa deve controllare davvero

Un preventivo affidabile nasce da un sopralluogo, anche solo con foto e planimetria per una prima stima a distanza. Durante il sopralluogo un tecnico dovrebbe verificare almeno:

  • orientamento e inclinazione delle falde del tetto, e la presenza di ombreggiamenti (comignoli, alberi, edifici vicini) nelle diverse ore del giorno;
  • lo stato della copertura, per capire se serve un intervento prima di montare i pannelli;
  • la posizione e la capacità del quadro elettrico esistente e del contatore;
  • lo spazio disponibile per l'inverter e, se previsto, per la batteria di accumulo;
  • il percorso dei cavi dal tetto al quadro elettrico.

Cosa deve contenere il preventivo

Un preventivo completo per un impianto fotovoltaico indica, oltre al prezzo totale:

  • la potenza dell'impianto in kWp, il numero di pannelli, marca e modello, con la relativa scheda tecnica;
  • marca e modello dell'inverter, o degli inverter se l'impianto è suddiviso su più stringhe;
  • il tipo di struttura di fissaggio prevista per la propria copertura;
  • le eventuali opere edili o elettriche accessorie (adeguamento del quadro, canaline, opere di puntellamento);
  • quali pratiche sono incluse: comunicazione, richiesta di connessione al distributore, attivazione della pratica con il GSE;
  • i tempi previsti, dalla firma del contratto all'attivazione dell'impianto;
  • le garanzie offerte, distinte tra garanzia sui materiali e garanzia sulla posa in opera;
  • l'aliquota IVA applicata e le modalità di pagamento.

Le pratiche amministrative: chi fa cosa

Per la maggior parte degli impianti residenziali installati su un tetto esistente, senza modificarne sagoma, inclinazione e orientamento, l'installazione rientra nell'attività edilizia libera prevista dall'articolo 6, comma 1, lettera e-quater, del testo unico dell'edilizia (DPR 380/2001): non serve un permesso, anche se alcuni Comuni chiedono comunque una comunicazione preventiva (CAEL), come previsto dall'articolo 6, comma 11, del D.Lgs. 28/2011.

Per la connessione alla rete, dal 30 maggio 2025 il GSE ha esteso il Modello Unico semplificato fino a 200 kW di potenza: un unico modulo, gestito direttamente dall'installatore con il distributore locale, che accorpa la richiesta di connessione, la comunicazione al GSE e l'attivazione automatica della convenzione per la vendita dell'energia o l'iscrizione a una configurazione di autoconsumo. Il distributore ha tempi massimi di risposta fissati da ARERA, che variano in base alla potenza dell'impianto:

Potenza impiantoTempo massimo di risposta del distributore
Fino a 100 kW20 giorni lavorativi
Fino a 1.000 kW45 giorni lavorativi
Oltre 1.000 kW60 giorni lavorativi

Per la maggior parte degli impianti residenziali, che rientrano nella prima fascia, tra preventivo accettato e impianto acceso passano indicativamente da 1 a 3 mesi, considerando anche i tempi tecnici di installazione e l'eventuale sostituzione del contatore con uno bidirezionale da parte del distributore. Dopo l'attivazione, l'impianto viene registrato dal distributore sul portale Gaudì di Terna e i dati vengono trasmessi al GSE, che a quel punto attiva la convenzione economica scelta.

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Azienda installatrice o semplice rivenditore di pannelli

Non tutte le aziende che vendono impianti fotovoltaici li installano direttamente: alcune si limitano alla vendita dei materiali e affidano la posa a un subappaltatore, altre gestiscono l'intero processo con proprio personale abilitato. Nessuna delle due formule è di per sé scorretta, ma è bene saperlo prima di firmare: se l'installazione viene affidata a un subappaltatore, conviene chiedere chi è, se ha i requisiti visti sopra, e chi risponde in caso di difetti di posa. Un'azienda seria non ha difficoltà a dichiararlo per iscritto nel contratto.

La dichiarazione di conformità a fine lavori

Al termine dell'installazione, l'impresa deve rilasciare la dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico (DiCo), prevista dall'articolo 7 del DM 37/2008: attesta che l'impianto è stato realizzato a regola d'arte e comprende la relazione con la tipologia dei materiali impiegati e il progetto, quando previsto. È un documento da conservare con cura insieme al resto della documentazione dell'impianto (schede tecniche, garanzie, esito della connessione): serve, per esempio, in caso di vendita dell'immobile o di successivi interventi sull'impianto elettrico, e la sua assenza può creare problemi anche a distanza di anni.

Le garanzie da valutare

Per la fornitura e la posa dell'impianto vale la garanzia legale di conformità di due anni prevista dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005, articoli 128 e seguenti) per i beni venduti a un consumatore. A questa si aggiungono le garanzie commerciali offerte dai produttori dei singoli componenti, in particolare sui pannelli (sul prodotto e sul mantenimento della potenza nel tempo) e sull'inverter: la durata di queste garanzie varia da un produttore all'altro, per questo vanno chieste per iscritto e verificate sulla scheda tecnica dei componenti indicati nel preventivo, non date per scontate. Vale la stessa cautela per la garanzia sulla posa in opera, che copre eventuali infiltrazioni o difetti di montaggio della struttura sul tetto: è una garanzia distinta da quella dei componenti, e un'azienda seria la indica separatamente nel contratto.

Confrontare più preventivi prima di scegliere

Il prezzo da solo dice poco se non si sa cosa viene davvero installato: due preventivi con la stessa cifra finale possono prevedere pannelli e inverter di fascia molto diversa. Prima di firmare, conviene sempre farsi lasciare un preventivo scritto, con i punti visti sopra, e confrontarne più di uno. Per un'idea delle fasce di prezzo per taglia di impianto, con e senza accumulo, la guida sui costi di un impianto fotovoltaico raccoglie i dati aggiornati; per chi valuta anche una batteria, i criteri di dimensionamento sono nella guida sulle batterie di accumulo. Il quadro degli incentivi fiscali applicabili è nella guida sugli incentivi per il fotovoltaico 2026. Chi vuole ricevere più preventivi da confrontare può richiedere un contatto alle aziende della rete direttamente dal Portale.

Domande frequenti

Che abilitazione deve avere un installatore fotovoltaico?

Deve essere abilitato ai sensi della lettera a) dell'articolo 1 del DM 37/2008, per gli impianti di produzione e utilizzazione dell'energia elettrica, e avere un responsabile tecnico con la qualificazione FER prevista dall'articolo 15 del D.Lgs. 28/2011. Dal 2022 questa qualificazione risulta anche nella visura camerale dell'azienda.

Serve il permesso del Comune per installare un impianto fotovoltaico?

Per la maggior parte degli impianti residenziali su un tetto esistente, senza modificarne sagoma e orientamento, l'installazione rientra nell'attività edilizia libera prevista dal testo unico dell'edilizia. Alcuni Comuni chiedono comunque una comunicazione preventiva, come previsto dal D.Lgs. 28/2011.

Quanto tempo serve dal preventivo all'accensione dell'impianto?

Indicativamente da 1 a 3 mesi, considerando i tempi tecnici di installazione e i tempi di risposta del distributore per la connessione, fissati da ARERA in 20 giorni lavorativi per impianti fino a 100 kW.

Cosa fa il GSE con il Modello Unico?

Per impianti fino a 200 kW, il Modello Unico accorpa in un solo passaggio la richiesta di connessione al distributore, la comunicazione al GSE e l'attivazione della convenzione per la vendita dell'energia in eccesso.

Che garanzie deve dare un installatore fotovoltaico?

Sulla fornitura e sulla posa vale la garanzia legale di conformità di due anni prevista dal Codice del Consumo. A questa si aggiungono le garanzie commerciali dei produttori su pannelli e inverter, che vanno richieste per iscritto e verificate sulla scheda tecnica dei componenti.

Come faccio a sapere se un'azienda è davvero abilitata?

Si può chiedere una visura camerale dell'impresa: dal 2022 le qualificazioni FER per le fonti rinnovabili sono riportate direttamente nel registro delle imprese tenuto dalla Camera di Commercio.

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