Pompa di calore con fotovoltaico: guida 2026

27 settembre 2026
Pompa di calore con fotovoltaico: guida 2026

Come funziona una pompa di calore aria-acqua, gli incentivi 2026 (ecobonus, Conto Termico e IVA agevolata) e perché conviene abbinarla al fotovoltaico.

Pompa di calore: il costo di fornitura e installazione varia molto in base alla potenza necessaria e alla complessità dell'intervento sull'impianto esistente, ed è per questo che una cifra unica per tutte le case non è realistica; solo un sopralluogo permette di avere un preventivo affidabile. Abbinata a un impianto fotovoltaico, la pompa di calore permette di scaldare l'acqua sanitaria e gli ambienti usando in buona parte energia autoprodotta invece di comprarla dalla rete, ed è oggi una delle combinazioni più richieste da chi ristruttura l'impianto termico di casa.

In questa guida vediamo come funziona una pompa di calore, la differenza tra i modelli aria-acqua e aria-aria, se si può abbinare ai termosifoni tradizionali, quanto costa e quali incentivi sono attivi nel 2026.

Come funziona una pompa di calore

Una pompa di calore non produce calore bruciando un combustibile, come una caldaia, ma lo preleva dall'aria esterna (o dall'acqua o dal terreno, nelle versioni meno diffuse in ambito residenziale) e lo trasferisce all'interno dell'abitazione attraverso un ciclo a compressione. Per ogni kWh di elettricità consumato restituisce diversi kWh di energia termica: è per questo che il suo rendimento si misura in COP (coefficiente di prestazione) e non in percentuale di combustione come in una caldaia.

Le pompe di calore ad aria si dividono in due famiglie con usi diversi:

  • aria-acqua: riscalda l'acqua che circola nell'impianto (radiatori, pavimento radiante o ventilconvettori) e può produrre anche l'acqua calda sanitaria; è la tipologia che sostituisce una caldaia;
  • aria-aria: climatizza direttamente l'aria degli ambienti tramite unità split, come un condizionatore; non produce acqua calda sanitaria e non si collega ai radiatori esistenti.

Chi vuole sostituire la caldaia mantenendo un impianto idronico (radiatori o pavimento) deve quindi orientarsi su una pompa di calore aria-acqua; chi cerca solo climatizzazione estiva ed eventualmente un riscaldamento complementare può valutare l'aria-aria, più semplice da installare ma meno adatta a sostituire un impianto di riscaldamento centralizzato.

Pompa di calore con i termosifoni esistenti

Una pompa di calore aria-acqua può funzionare con i radiatori già installati in casa, ma non sempre alle stesse condizioni della caldaia che sostituisce. Il punto chiave è la temperatura di mandata dell'acqua: con impianti a pavimento o radiatori a bassa temperatura (35-45°C) il rendimento è ottimale; con radiatori tradizionali di dimensioni adeguate si può lavorare a 50-60°C senza grossi problemi; con vecchi radiatori in ghisa che richiedono temperature superiori a 65-70°C serve valutare una pompa di calore ad alta temperatura oppure il sovradimensionamento o la sostituzione parziale dei radiatori. La scelta va sempre verificata da un tecnico con un calcolo del fabbisogno termico dell'abitazione, non a occhio.

Quanto costa una pompa di calore aria-acqua

Il prezzo di fornitura e installazione dipende da diversi fattori: la potenza necessaria, calcolata sul fabbisogno termico reale dell'abitazione; la marca e la tecnologia della macchina; e soprattutto la complessità dell'intervento sull'impianto esistente. Un conto è sostituire una caldaia con allacciamenti già compatibili, un altro è dover anche adeguare o sostituire radiatori, rifare parte dell'impianto idraulico o installare un bollitore per l'acqua sanitaria: sono lavori che possono incidere in modo significativo sul totale. Per questo una cifra unica non avrebbe senso, ed è sempre necessario un sopralluogo per avere un preventivo affidabile e confrontabile.

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Incentivi 2026: ecobonus e Conto Termico

Per chi sostituisce un impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore ad alta efficienza, nel 2026 sono attive due strade, non cumulabili tra loro sullo stesso intervento:

  • ecobonus: detrazione fiscale del 50% della spesa per l'abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, recuperata in dieci quote annuali di pari importo. Le aliquote, già in vigore nel 2025, sono state confermate per il 2026 dalla legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199). Come per tutti gli interventi di ecobonus, va inviata la comunicazione ad ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori;
  • Conto Termico: nella versione in vigore dal decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025, riconosce per le pompe di calore un contributo a fondo perduto calcolato sull'energia termica prodotta, con un tetto massimo pari al 65% della spesa ammissibile, erogato direttamente dal GSE tramite il portale Portaltermico. Per le pompe di calore, il pagamento avviene in un'unica soluzione fino a 15.000 euro; oltre questa soglia, in rate annuali. La domanda va presentata entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
  • IVA agevolata al 10%: la sostituzione dell'impianto di riscaldamento in un'abitazione già esistente rientra tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e sconta l'IVA al 10% invece del 22% ordinario, sia sulla manodopera sia, nei limiti previsti dalla norma, sul valore della pompa di calore stessa. È un'agevolazione strutturale, non legata alle leggi di bilancio annuali, e si applica automaticamente in fattura senza bisogno di una domanda separata.

Le due misure a fondo perduto o in detrazione non si sommano sulla stessa spesa: per ogni intervento va scelta una delle due strade. Conviene confrontare l'importo effettivo del Conto Termico, immediato ma calcolato con una formula che considera zona climatica, potenza ed efficienza della macchina, con il valore attuale della detrazione fiscale spalmata su dieci anni.

Perché conviene abbinarla al fotovoltaico

La pompa di calore è tra gli utilizzi elettrici domestici più convenienti da abbinare al fotovoltaico perché lavora anche di giorno, quando i pannelli producono, e ha assorbimenti relativamente costanti nei mesi intermedi. Programmando l'accensione e i cicli di riscaldamento nelle ore centrali della giornata, quando la produzione fotovoltaica è più alta, si può spostare in autoconsumo una parte rilevante del fabbisogno elettrico della macchina, quota che aumenta ulteriormente con una batteria di accumulo dimensionata anche sui consumi della pompa di calore. Il risparmio effettivo in bolletta dipende dai consumi reali della famiglia, dalla zona climatica e dal dimensionamento dell'impianto, e va sempre stimato caso per caso da chi realizza il progetto, non con una percentuale valida per ogni situazione. Chi sta già valutando un impianto fotovoltaico e deve anche sostituire la caldaia può quindi valutare i due interventi insieme, dimensionando l'impianto anche sui consumi della pompa di calore.

Cosa chiedere nel preventivo

  • la potenza della pompa di calore calcolata sul reale fabbisogno termico dell'abitazione, non solo sui metri quadri;
  • il COP e la classe energetica della macchina proposta, e se rispetta i requisiti tecnici richiesti per l'ecobonus;
  • se serve intervenire sui radiatori esistenti o sull'impianto idraulico, e con quale costo aggiuntivo;
  • se l'azienda gestisce anche la pratica ENEA per l'ecobonus o la domanda Conto Termico su Portaltermico;
  • se propone anche il dimensionamento di un impianto fotovoltaico con accumulo abbinato, per valutare i consumi nel loro complesso;
  • tempi di consegna e garanzia sulla macchina e sull'installazione.

Per chi vuole valutare più soluzioni, conviene sempre confrontare almeno due o tre preventivi e verificare gli incentivi attivi per il fotovoltaico nello stesso momento, così da pianificare un unico intervento su riscaldamento ed energia. Contenuto aggiornato a settembre 2026: verifica sempre la normativa vigente al momento dei lavori, perché aliquote e incentivi possono cambiare con le prossime leggi di bilancio.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra pompa di calore aria-acqua e aria-aria?

La pompa di calore aria-acqua riscalda l'acqua che alimenta radiatori, pavimento radiante o ventilconvettori e può produrre anche acqua calda sanitaria: è la tipologia che sostituisce una caldaia. La pompa di calore aria-aria climatizza invece direttamente l'aria degli ambienti tramite unità split, non produce acqua calda sanitaria e non si collega ai radiatori esistenti.

Una pompa di calore aria-acqua funziona con i vecchi termosifoni?

Sì, ma dipende dalla temperatura di mandata richiesta: con radiatori tradizionali di dimensioni adeguate si lavora bene fino a 50-60°C, mentre con vecchi radiatori in ghisa che richiedono temperature oltre 65-70°C serve una pompa di calore ad alta temperatura oppure il sovradimensionamento o la sostituzione parziale dei radiatori. La verifica va fatta da un tecnico con un calcolo del fabbisogno termico dell'abitazione.

Quanto costa una pompa di calore per una casa di medie dimensioni?

Dipende dalla potenza necessaria, dalla marca della macchina e soprattutto da quanto è complesso l'intervento: se basta sostituire la caldaia il costo è più contenuto, se serve anche adeguare radiatori o impianto idraulico sale in modo significativo. Solo un sopralluogo e un preventivo delle aziende del settore permettono di avere una cifra precisa per il proprio caso.

Conto Termico o ecobonus: quale conviene per la pompa di calore?

Non sono cumulabili sulla stessa spesa. Il Conto Termico eroga un contributo a fondo perduto con tetto al 65% della spesa, con pagamento in un'unica soluzione per importi fino a 15.000 euro; l'ecobonus è una detrazione fiscale del 50% (abitazione principale) o 36% (altri immobili) spalmata in dieci anni. La scelta dipende dall'importo dei lavori e dalla propria capienza fiscale.

Perché conviene abbinare la pompa di calore al fotovoltaico?

La pompa di calore lavora anche di giorno, quando l'impianto fotovoltaico produce, con assorbimenti relativamente costanti nei mesi intermedi. Programmando l'accensione nelle ore centrali della giornata si può spostare in autoconsumo una parte rilevante del suo fabbisogno elettrico, quota che aumenta con una batteria di accumulo; il risparmio effettivo dipende dai consumi reali e dalla zona climatica, e va sempre stimato caso per caso.

Serve la pratica ENEA per la pompa di calore?

Sì, se la sostituzione viene fatta valere come ecobonus: va inviata la comunicazione ad ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, pena la perdita del beneficio fiscale. Non serve invece per l'accesso al Conto Termico, che segue una procedura diversa tramite il portale Portaltermico del GSE.

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